La scuola impertinente - Percorso di educazione alla teatralità


 L'IDEA
Il teatro inteso come luogo d'incontro, diviene per chi lo pratica una casa in cui sentirsi protetti, un ambiente familiare in cui è sempre bello ritornare e dal quale si possa partire sereni e rinnovati.
Da qui nasce l’idea di creare un percorso teatrale che consenta ai ragazzi di trovare nella dimensione piacevole del gioco drammatico, stimoli e motivazioni per comprendere e apprendere, mettendo sé stessi in ciò che si fa; si ha la possibilità di conoscersi e farsi riconoscere all’interno di un sistema di regole che garantiscono il rispetto e la valorizzazione delle proprie personalità. Questo genere di percorsi sono particolarmente adatti ad affrontare fenomeni di bullismo e ad incrementare momenti d’integrazione, lavorando su concetti come la cooperazione e il gioco di squadra.
Durante il percorso si utilizza spesso il concetto di “teatro fuori dal teatro”, ovvero riportare i vissuti personali e i momenti più veri delle proprie esperienze, fuori dalla rappresentazione canonica. Questo consente di mettere insieme sistemi di vita generalmente separati: l'immaginario e il reale, il corpo e la mente, l'individuo e il gruppo, la norma e la trasgressione, l'inconscio e la razionalità.

OBIETTIVI    
  • Non perdere di vista il proprio corpo e le proprie emozioni, in quest'era di vita virtuale.
  • Utilizzare lo "strumento gioco" e lo "strumento teatro" per aumentare la conoscenza di sé all'interno delle dinamiche di gruppo.
  • Lavorare sulla propria capacità intellettuale ed emotiva per avere un pensiero autonomo.
  • Sviluppare l'uso dei sensi al fine di accrescere la capacità di ascolto e di movimento.
  • Divertirsi sviluppando nel contempo la propria capacità di comunicare ed esprimersi.
METODOLOGIA
Tutti hanno il diritto di esprimersi e di comunicare i propri sentimenti, e la metodologia teatrale dà delle concrete possibilità a chiunque vi si accosti con la garanzia di non essere giudicato, ma semplicemente esortato ad esprimersi e a gettare fuori i propri grovigli interiori. L’obbiettivo è incorniciare storie ed esperienze attraverso metodi, che per quanto differenti, sono comunque adatti ad un processo di narrazione.
Lo strumento teatrale, infatti, crea un livello di coinvolgimento che supera la sfera razionale e attiva anche il piano emotivo dei partecipanti. Le potenzialità maggiori si manifestano quando è necessario suggerire cambiamenti di mentalità e di atteggiamento alla persona, laddove la semplice prescrizione comportamentale tende a rivelarsi scarsamente efficace. Il cambiamento però,  non sempre è accettato, sia che si tratti di modalità organizzative, di pensiero o comportamentali.
Ecco perché il teatro è un mezzo per dialogare e confrontarsi con i paradossi della società. Può quindi portare voci ed evidenziare silenzi, con un'azione che favorisce la riflessione sulle tante differenze della realtà: differenze culturali, di modi di vivere, generazionali e di abilità.

FASI
L'intero programma sarà suddiviso in varie fasi che saranno scoperte di volta in volta dai ragazzi. L’avanzamento per tappe, consentirà loro di scoprire da sé le finalità “nascoste” dietro ogni stadio consentendo loro di interiorizzare al meglio le abilità acquisite. Prima di iniziare il  vero e proprio laboratorio è fondamentale avviare una serie d’incontri con i genitori e insegnanti per  approfondire le dinamiche e le peculiarità di ogni singolo allievo. Questi incontri sono il miglior modo per poter dare il via al percorso di educazione alla teatralità.  È corretto tuttavia non indicare la durata delle tappe, che possono variare a seconda delle problematicità e caratteristiche del gruppo di lavoro.
Nello specifico, il laboratorio sarà così suddiviso:
Prima tappa: conoscersi e conoscere
- Esercizi di riscaldamento per il gruppo, presentazione e conoscenza di tutti i partecipanti alfine di creare un clima emotivo coinvolgente.
Seconda tappa: lo strumento corpo/percezione/rilassamento
- Esercizi di respirazione, concentrazione, controllo e coordinamento motorio, equilibrio, mimica gestuale e facciale.
Terza tappa: lo spazio scenico
- Esercizi per la conoscenza dello spazio scenico fisico e temporale in funzione della rappresentazione.
Quarta tappa: lo spazio sonoro e lo strumento voce, i gesti
- Esercizi di coordinamento fra gesto, parola, ritmo, armonia musicale; conoscenza ed educazione del mezzo vocale.
Quinta tappa: rapporto e fiducia
- Esercizi per focalizzare l'attenzione sulle relazioni intercorrenti fra i diversi individui presenti nel gruppo, sperimentando appieno la sensazione dell’affidarsi e del responsabilizzarsi.
Sesta tappa: testo e pretesto/canovaccio e drammaturgia
- Esercizi per stimolare ed accrescere la creatività. Analisi dei contenuti fantastici, invenzione e costruzione dei testi, invenzione delle situazioni sceniche.
Settima tappa: sottotesto
- Ricerca e studio del sottotesto come elemento sintetico e riassuntivo delle componenti psicologiche del personaggio.
Ottava tappa: improvvisazione
- Esercizi per lo studio dell'improvvisazione: regole dell'improvvisazione, improvvisazione libera e concordata, improvvisazione a tema, appuntamenti, battute. Primi elementi per affrontare un ruolo: codificazione e ripetizione della parte improvvisata. L'improvvisazione come punto di partenza per la costruzione del personaggio.
Nona tappa: messa in scena
- Una volta consolidato e preparato il gruppo di lavoro, è possibile introdurlo in una fase che porti all’allestimento di uno spettacolo. I testi usati deriveranno dalle esperienze, dalle emozioni e dalla fantasia dei ragazzi, saranno veri ma non 'razionali' per evitare il rischio di sistematizzare la realtà, giustificandola e perciò distorcendo il reale valore dell'esperienza personale.

Un percorso di questo genere punta a trasformare l'impossibile in possibile, lavorando sui limiti della propria corporeità, sui limiti delle stesse leggi fisiche. Questo traguardo è raggiungibile solo nello spazio del teatro, spazio magico in cui sembra davvero indispensabile giocare con i propri confini interiori ed esteriori. Uno spazio che è aperto a qualunque forma di ricerca e sperimentazione. La meta di questa indagine personale e collettiva è la verità che si cela dietro ad ogni maschera, paura, ignoranza, e che supera di gran lunga ogni forma di disabilità o mancanza.

DESTINATARI
Questi percorsi di Educazione alla Teatralità sono rivolti a tutti gli studenti delle scuole elementari,  degli Istituti Medi Inferiori e Superiori.
È altresì un’esperienza utile e formativa sia per gli operatori del settore, che per gli insegnanti, e a quanti in genere, anche al di fuori della specificità professionale, sono interessati a sviluppare la personale sensibilità nell’ambito psico-sociale inserendola in un quadro di competenza teatrale.
In questo senso, visto la natura di questo percorso,  organizziamo anche laboratori dedicati che hanno come denominatore comune il ritrovamento delle proprie capacità comunicative, intese come elementi fondamentali dell'attività dell'insegnante.

COSTI
I costi dipenderanno ovviamente da ciò che si vorrà strutturare, in accordo con l’ente.  Prima di presentare un eventuale preventivo, bisognerà stabilire il numero di ore e di operatori che serviranno allo scopo. Sarà quindi necessario fare una stima delle possibili difficoltà tecniche a cui si andrà incontro. Tutte cose che non si possono fissare a priori, senza un incontro preliminare con i genitori e gli enti coinvolti.

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